Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!
Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:
Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 6,30-35
In quel tempo, la folla disse a Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”».
Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».
Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».
Prosegue il dialogo tra Gesù e la folla dopo il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. La folla chiede a Gesù di mostrare un segno che lo accrediti come l’inviato di Dio: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai?». Che strano… Avevano appena assistito al miracolo e ancorano chiedono dei segni. È proprio vero che noi uomini siamo insaziabili di segni. Appena ne vediamo uno ci stupiamo, salvo poi dubitarne quando la nostra razionalità riprende il dominio sullo stupore. È vero ciò che scriveva il filosofo francese Blaise Pascal (1623-1662): “Nessun miracolo è necessario per chi crede e nessun miracolo è sufficiente per chi non vuole credere”.
Gesù annuncia che Colui che dà il pane dal Cielo è il Padre Suo: «Rispose loro Gesù: “In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo”». Gesù rivela che questo Cielo, che da sempre ha interrogato le religioni e attirato lo studio degli scienziati, ora non è più un mistero perché è abitato da una Paternità amante che si prende cura degli uomini. È la rivelazione che accogliamo con stupore e gioia sulle rive del Giordano quando Gesù si lascia battezzare da Giovanni: «Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”» (Marco 1,9-11). Ora lo sappiamo: il Cielo non è abitato dalle nostre paure e dalle nostre proiezioni personali sul futuro personale e del mondo, oggi particolarmente minacciato dalle follie guerrafondaie umane. No! C’è il Padre del Signore nostro Gesù Cristo che vigila sulle sorti dell’umanità e che ogni giorno guarda verso di noi e ci chiama: “Figli amati”. Certo siamo figli! Lo afferma con autorità l’Apostolo Giovanni: «Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!» (1Giovanni 3,1). E d’altra parte, come esseri umani abbiamo due tipi di fame: materiale e spirituale. Alla prima possiamo provvedere noi stessi con il lavoro e con i frutti della terra. La seconda invece è fame di una Vita senza fine, piena, definitiva che nessun uomo può darsi da sé, poiché è la vita di Dio! E questa Vita ci viene donata pienamente in Gesù, Verbo incarnato “disceso dal Cielo”: sì, per amore nostro, per diventare quel frutto che non dà più la morte, come avvenuto nell’Eden per Adamo ed Eva, ma la Vita. Se da un albero è venuto il frutto che ha reso mortali i nostri progenitori, da un altro albero, la Croce, viene a noi il Frutto che ci rende immortali. Dunque, qui c’è in ballo molto di più che un semplice pezzo di pane per saziare la fame di qualche ora. Qui c’è in gioco la Vita eterna, per saziare il nostro bisogno profondo di vivere per sempre nella felicità! E allora la folla grida: “Signore, dacci sempre questo pane”. Avranno capito? Dal prosieguo del racconto vedremo che non sarà così. Ma questa richiesta provoca una rivelazione stupenda da parte di Gesù: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!». È Lui il Pane della Vita! Nell’Eucaristia, di cui ci cibiamo, Gesù è realmente presente col Suo Corpo, Sangue, Anima e Divinità.
Caro Gesù,
anche noi forse facciamo parte
di quella nutrita folla
di uomini e donne
di ogni tempo
che cercano continuamente
segni e conferme del Tuo Amore.
Ed in questa ricerca affannosa
e fatta spesso
al lume di candela
dei nostri ragionamenti
e delle nostre insicurezze,
non ci accorgiamo
di quanto Tu sia già presente
in mezzo a noi.
Ti cerchiamo, infatti,
nei miracoli strepitosi,
mentre Ti sei fatto piccolo
nel Bambino di Betlemme.
Vorremmo vedere
delle manifestazioni spettacolari
della Tua forza
e Tu invece continui a parlarci
con l’alfabeto delle ferite
della Tua Passione.
Sì, Ti sei mostrato “debole”
quel Venerdì Santo
di duemila anni fa
perché in realtà siamo noi
la Tua “debolezza”;
è il Tuo folle Amore per noi
che Ti ha portato sulla Croce.
Ci piacerebbe vantarci almeno
della Tua grandezza
e Tu piuttosto continui
a nasconderTi
in un piccolo pezzo
di Pane bianco.
Che ancora oggi
e sino alla fine dei tempi
dà la Vita al mondo!
Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

