5 minuti con Gesù

Commento al Vangelo del giorno a cura di P. Antonio Maria Carfì

22 Aprile 2026 - Mercoledì

22 Aprile 2026 - Mercoledì

Carissimi Amici, buongiorno a tutti! Dio è Amore!

Mettiamoci in ascolto della Parola di Gesù:

Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 6,35-40

In quel tempo, disse Gesù alla folla:
«Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai! Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete.
Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

Ieri Gesù invitava i Giudei ad andare oltre il ‘fatto’ del miracolo per coglierne il ‘significato’: Dio è Padre e provvede, proprio attraverso il Figlio, alla fame di amore e di salvezza di ogni uomo. Per cogliere questo significato è necessaria la fede. Infatti Gesù dice: «Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete». Questo accade anche a noi perché lo abbiamo ‘visto’ tante volte all’opera nella nostra vita, ma appena giunge qualche tribolazione subito mettiamo in discussione il Suo Amore per noi! Questa è mancanza di fede! E poi ci indica qual è la vocazione del Figlio di Dio che riguarda e raggiunge tutti noi, ancora oggi dopo duemila anni: «Sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno». È venuto sulla terra e continua ad offrirci il Suo Corpo attraverso l’Eucaristia perché vuole salvarci tutti; non vuole che nessuno di noi si perda. La Sua allora non è una volontà di giudizio o di castigo, ma di salvezza. La ricorderà Paolo con veemenza ed autorità: «Questa è cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità» (1Timoteo 2,3-4) È venuto a cercarci – come il Pastore buono e bello – nei nostri drammi, dentro le nostre storie a volte ingarbugliate, nelle nostre gioie belle, ma fragili. È venuto per mettere la Sua Vita dentro la nostra. Questa è la volontà di Dio, dice Gesù anche a noi stamattina: «Che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno». In gioco, dunque, c’è la Vita eterna, che non è solo una successione di giorni senza fine: se fosse solo così probabilmente sarebbe una cosa abbastanza noiosa. Ma la Vita eterna che Gesù vuole condividere con ognuno di noi è la comunione con Dio Amore nella gioia piena, nella consolazione, nella speranza, nella pace. Ci sono delle affermazioni di Gesù in tal senso inequivocabili: «Io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza» (Giovanni 10,10); «Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena» (Giovanni 15,11). Il Dio che Gesù ci ha rivelato e che è Padre Suo e nostro, è la Fonte della vita e della gioia e della serenità e della consolazione nei momenti difficili. Non misura la nostra vita con bilancino del farmacista, pronto a rinfacciarci ogni minima nostra mancanza. Anzi, sapete che vi dico? Che le Sue bilance sono clamorosamente truccate, perché un grammo di carità “pesa” agli occhi del Suo Cuore molto di più che tonnellate di male. Oso affermarlo perché lo scrive l’Apostolo Pietro alla sua comunità: «Soprattutto conservate tra voi una carità fervente, perché la carità copre una moltitudine di peccati» (1Pietro 4,8). E la cosa stupenda che Gesù oggi ci dice è che per avere questa Vita eterna non bisogna aspettare la morte, ma essa inizia già qui e adesso attraverso la nostra fede: «In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna» (Giovanni 6,47). Inizia nei nostri cuori, dentro le nostre case, nelle relazioni con parenti, amici e perfino nemici. Ecco cosa dobbiamo chiedere oggi al Signore: il dono della fede! Autentica, profonda, che lascia tracce indelebili del Suo Amore nella vita di tutti i giorni. E ci accorgeremo che il Regno dei Cieli è già iniziato proprio dentro la nostra quotidianità.

Caro Gesù,
oggi sentiamo il bisogno
di chiederTi perdono
per le nostre mancanze di fede.
È vero: a volte
‘crediamo’ di ‘credere’,
ossia ci illudiamo di avere fede,
ma poi non riusciamo a cogliere
i significati di ciò
che ci accade
e viviamo nel dispiacere
e nella ribellione,
perfino nei Tuoi confronti.
Aiutaci Gesù,
nella nostra incredulità.
Fa’ che attraverso la vera fede
possiamo cogliere un riflesso
della Tua Bellezza ineffabile
e del Tuo Amore per noi.
Aiutaci affinché la nostra fede
non sia più solo
un credere che Tu esisti,
ma sperimentare
che Tu ci ami personalmente.
E non per anestetizzare
il dolore della terra
e dimenticare i problemi,
ma per capire fino a che punto
Tu sei vicino a noi
e continui a lasciarTi
impolverare il Cuore
dalle nostre miserie,
per riversare su ognuno di noi
i fiumi di acqua viva
della Tua Misericordia.
Sì, perché Tu
non sei venuto a condannarci,
ma a salvarci.
E la salvezza non riguarda
solo il nostro destino eterno,
ma inizia già qui sulla Terra,
se accettiamo il Tuo invito
a fidarci di Te,
ad affidarTi davvero
la nostra vita.

Buona giornata a tutti! La Mamma Celeste ci benedica e sorrida sempre!

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